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Omaggio al Fabbro

(di Bruno Gonzato – Pres. Ind.i.a. spa-Malo-Vicenza)

Come spesso accade, tutto ebbe inizio con un “gesto d’amore”. Il 19 Marzo (FESTA DEL PAPA’) di 15 anni fa, mia moglie Stefania ed i nostri 4 figli,mi sorpresero regalandomi una bella statua scolpita in legno da un vecchio gelataio di Schio che aveva la passione di intagliare il “cirmolo”. Già avevo cominciato a raccogliere qualche statuetta e stampa di argomento “omaggioalfabbrole” ma erano perlopiù oggettini degni, sì, di tutta la mia simpatia, ma di scarso contenuto artistico. Fu con la statua di legno di cirmolo che scattò dentro di me la “molla del Collezionista”. Fu da allora che, andando in giro per il mondo per vendere il nostro Ferro Battuto, cominciai anche a girare per antiquari e mercatini con l’occhio di chi cerca prevalentemente oggetti d’arte di argomento omaggioalfabbrole. Successe anche che mia moglie incontrò l’Antiquaria Gusella di Bassano che si specializzò in qualche modo, sull’argomento, tanto da diventare inizialmente la mia principale “pusher” (come l’ho affettuosamente definita) di statue e dipinti d’Arte su questo argomento. Adesso ormai la voce si è sparsa. Per canali che ancora non ho ben capito; gli Antiquari e collezionisti di un po’ tutta Europa hanno saputo che in Italia, nel Veneto, a Malo, c’è un “matto” che colleziona oggetti d’arte sui omaggioalfabbro e, non appena capita loro tra le mani un tale oggetto mi contattano, anche perché la mia pare essere una collezione UNICA AL MONDO. Sì, c’è anche l’azienda che, rinnovando gli uffici, può desiderare di inserire un pezzo d’arte,un quadro, una statua di un Fabbro per dar lustro alla propria storia magari ricollegandosi alle proprie origini aziendali, ma pare proprio non esistere un’altra collezione paragonabile a questa mia. E lo capisco! Sono infatti “pezzi” che, in quanto così specifici, sono tutti piuttosto rari e, per di più, salvo per il periodo delle “grandi esposizioni industriali”, a cavallo fra fine ‘800 e inizio ‘900, il mondo tutto del Ferro Battuto (causa introduzione della facile Ghisa Ornamentale prima e del Razionalismo in Architettura poi) ha subìto un’involuzione che non ha certo più favorito una produzione “agiografica” d’argomento.

Ne stiamo uscendo solo adesso, in questi ultimi decenni, grazie anche al lavoro di quanti fra noi hanno tenuta accesa la fiammella di un’Arte Antica (il Ferro Battuto) che veramente rischiava di scomparire e che oggi invece sembra (anzi: è) rinata a nuova vita. Non c’è infatti oggi Architetto di peso che non preveda nei suoi progetti un utilizzo del Ferro “lavorato artisticamente”.Talora,nei grandi progetti monumentali, solo come “traccia storica”; più spesso, in particolare nell’edilizia residenziale, in modo assai significativo, per bellezza e protezione, che è ciò che il Fabbro ed il Ferro Battuto hanno sempre dato all’umanità. Da millenni. Un grazie perciò particolare anche alla Città di Bassano del Grappa (vera grande-piccola capitale) che nella figura del suo Assessore alla Cultura, Spettacolo e Turismo; Luciano Fabris, ha subito apprezzato l’importanza generale di questa mostra e al Direttore Musei Civici di Bassano del Grappa: Dr.ssa Giuliana Eri-cani che tanto ha aiutato nel mantenere all’esposizione il giusto rigore filologico.